Foibe ed esodo: non dimentichiamo!


La vicenda di 350.000 italiani costretti ad abbandonare le loro terre, la realtà tragica delle foibe e delle deportazioni, la pagina amara dei campi profughi in Italia. Una memoria negata per cinquant’anni! Perché un nuovo sito dedicato ai temi del Confine orientale? Occuparsi delle Foibe vuol dire fare riferimento al più grave massacro di civili della storia moderna italiana, indagare un periodo storico ancora poco o per nulla conosciuto. continua...

La Memoria dell'esodo

Quanti esuli hanno raccontato con accenti strazianti la cacciata dalle proprie terre! Fiumani, polesani, istriani, zaratini... pagine intrise di orrori e di speranze. continua...

La seconda guerra mondiale al Confine orientale

Con l'aggressione italo-tedesca al barcollante stato jugoslavo (6 aprile 1941) arriva la guerra nel territorio dei Balcani. Atrocità sui civili, miseria delle popolazioni, ferree politiche di occupazione costituiranno la regola durante tutti gli anni del conflitto. continua...

Il tentativo di snazionalizzazione della componente slava

Allo Stato italiano durante il Ventennio mancò la capacità di integrare in un discorso di cittadinanza attiva la nuova componente slava. Ai tentativi di snazionalizzazione della etnia slava si rispose con il terrorismo nazionalista sloveno. continua...

Le foibe del '45 e l'occupazione

A partire dal primo maggio del '45 arrivano le truppe di Tito a Trieste e nella Venezia Giulia e per la popolazione triestina e giuliana ci saranno quaranta giorni di sangue e di terrore. E' il momento della seconda fase delle foibe. continua...

Le foibe dell'autunno del '43

Di fronte al tracollo dell'8 settembre del '43 le popolazioni italiane dell'Istria e della Dalmazia devono fare i conti con il revanscismo slavo dopo la dura repressione dei vent'anni precedenti. Iniziano i massacri delle foibe. continua...

L'esodo giuliano-dalmata

Furono ben 350.000 gli italiani che abbandonarono forzatamente le proprie terre di fronte all'instaurarsi di un regime oppressivo quale quello jugoslavo su Istria e Dalmazia. Centinaia di migliaia di italiani che trovarono in Italia un'accoglienza spesso ostile o intrisa di indifferenza. continua...

La storia del C. O. in otto cartine

Quante modificazioni può subire un confine? Quante dominazioni può subire un piccolo territorio di confine nel giro di pochi decenni? Il confine orientale fu definito "mobile e indefinito", specchio di una storia drammatica che ha travolto popoli e modificato confini effimeri. continua...

La Grande guerra e i territori irredenti del L. A.

Finita la Prima guerra mondiale la bandiera italiana sventola su Trento, Bolzano, Trieste, Gorizia, l'Istria e alcune zone della Dalmazia. E' il compimento di quanto ardentemente desiderato da quella generazione di irredentisti che pagò con la propria vita la speranza che il tricolore sventolasse sulle loro città. continua...

L'occupazione italiana dopo la fine della guerra

Con i trattati firmati dopo la guerra l'Italia estende la propria influenza politico-economica sui territori di nuova acquisizione. Alla fase liberale dello Stato italiano (1918-22) nasce subito dopo la politica virulenta dell'Italia fascista, improntata a un forte nazionalismo nei Territori Orientali. continua...
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